Il Gruppo modenese Cbm, specializzato nella progettazione e produzione di sistemi di aggancio, traino e sollevamento degli attrezzi per trattori agricoli, ha messo a segno un'importante operazione industriale: ha rilevato dal gruppo Same Deutz- Fahr, uno dei principali produttori mondiali di macchine agricole, la società polacca specializzata nella produzione di componenti per i trattori.

Si tratta di un'acquisizione di tutto rilievo: uno stabilimento situato vicino a Lublino che insiste su un'area di 50.000 metri quadri di cui 17.000 coperti e che attualmente occupa 350 persone.
L'accordo strategico tra i due gruppi prevede che Cbm continuerà a fornire alla Same Deutz- Fahr i componenti per trattore per un valore complessivo di 65 milioni di euro all'anno. Pertanto non si avranno ripercussioni sull'occupazione in quanto la dimensione e la continuità operativa attuali dello stabilimento polacco sono ampiamente garantite.
E non mancheranno a breve i progetti di sviluppo.
«A partire dall'inizio degli anni '90 - afferma l'amministratore delegato Enrico Cornia, che ha seguito in prima persona tutta l'operazione polacca - il nostro gruppo ha avviato una forte politica di espansione sul mercato interno e su scala internazionale. Abbiamo scelto di presidiare i mercati più importanti con società presenti in loco. Nel 1999, attraverso la nostra controllata Mita, abbiamo dato vita alla joint-venture Mita Haring India che a tutt'oggi ha una capacità produttiva annua di 60.000 Sollevatori e Attacchi a Tre Punti e costituisce il nostro punto di riferimento per l'espansione nel Far East, una realtà economica molto complessa ma in fortissima crescita. Con l'ultima acquisizione guardiamo invece all'Europa dell'Est: lo stabilimento di Lublino sarà la testa di ponte per portare i nostri prodotti nei paesi dell'ex Unione sovietica».
Cbm group rappresenta una realtà imprenditoriale significativa per il nostro territorio. |
La prima azienda, la Cbm, fu fondata nel 1967 puntando tutto sullo sviluppo della produzione di attacchi a tre punti per trattori. Da allora lo sviluppo è stato costante. Accanto alla capogruppo operano cinque imprese: la Mita oleodinamica, che copre la produzione dei componenti oleodinamici; la Sat, che risponde alla domanda di attacchi a tre punti di media e piccola potenza; la Ocs con la produzione di cilindri oleodinamici; la Cbr, che rifornisce di componenti strategici la capogruppo; la Mita Haring India, che serve il mercato indiano e del Far East.
Il gruppo occupa attualmente 350 dipendenti e realizza un fatturato di 90 milioni di euro.
Con la nuova acquisizione Cbm group raddoppierà i dipendenti, che saliranno a 700, e svilupperà un giro d'affari superiore ai 150 milioni di euro.
Flessibilità e innovazione sono gli elementi di base che ne hanno determinato il successo sui mercati internazionali. Un gruppo, guidato con fermezza e lungimiranza dai soci che l'hanno fondato, e che ha affrontato i processi di crescita impostando una efficace strategia di affiancamento delle nuove generazioni (i figli sono presenti da tempo con ruoli di leadership) e avvalendosi di un management competente.
«Questa nuova acquisizione rappresenta un traguardo molto importante per Cbm group», afferma il presidente Omero Cornia. «Ci rafforziamo su un mercato significativo come l'Est dell'Europa, e al tempo stesso portiamo valore aggiunto alla "testa" del nostro gruppo che è fortemente radicata nel nostro territorio. Il know How, i "cervelli", le risorse umane di Cbm group sono a Modena ed è da qui che vengono elaborate le strategie per essere competitivi».
Non ci saranno pertanto ripercussioni sull’occupazione in CBM.

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